Facciata del Palazzo Reale di Torino

Palazzo Reale di Torino

Scopri storia e curiosità

Quattro secoli di corte, architettura e vita quotidiana raccontati attraverso ambienti, sovrani, architetti, collezioni e cucine.

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01 · Il Palazzo

Il Palazzo

Cuore della corte e del potere politico di Casa Savoia dalla fine del Cinquecento, Palazzo Reale di Torino è il risultato di una lunga sequenza di trasformazioni. Nel 1563 Emanuele Filiberto trasferì la capitale del ducato da Chambéry a Torino e insediò la corte nell’antico palazzo vescovile. Nel 1584 Carlo Emanuele I affidò ad Ascanio Vitozzi il progetto di un nuovo palazzo; dopo il 1643 il cantiere proseguì con Amedeo di Castellamonte e Carlo Morello. Nel Settecento Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri ridefinirono spazi e apparati della residenza, mentre nell’Ottocento Pelagio Palagi coordinò importanti trasformazioni degli appartamenti reali. Il Palazzo non è quindi il risultato di un unico progetto, ma di secoli di interventi, adattamenti e riallestimenti che accompagnano l’ascesa politica della dinastia sabauda, dal ducato al regno e infine all’Italia unita.

Una residenza, molti livelli di lettura

Gli ambienti del Palazzo raccontano insieme il governo dello Stato, il cerimoniale di corte, la vita privata della famiglia reale, il collezionismo, il lavoro quotidiano del personale e il rapporto con la città. Leggere il Palazzo significa seguire questa stratificazione: dalle cucine e dagli spazi di servizio ai grandi appartamenti di rappresentanza, fino alle stanze più private del secondo piano.

I numeri del progetto 2014

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sovrani, da Emanuele Filiberto a Umberto II
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architetti coinvolti nei cantieri, da Vitozzi ad Alfieri
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ambienti totali, 170 decorati
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m² di superficie calpestabile

Le collezioni

Le collezioni in numeri

Il progetto del 2014 restituiva la consistenza delle raccolte attraverso alcune categorie di oggetti legate alla vita e alla rappresentanza di corte. I valori sono conservati nella nuova edizione come parte della documentazione originaria.

Totale della collezione 0 oggetti documentati
Porcellane 9.000 37.0%
Arredi 8.500 34.9%
Argenti 2.750 11.3%
Dipinti 2.200 9.0%
Utensili cucina 1.500 6.2%
Orologi 131 0.5%
Arazzi 130 0.5%
Tappeti 110 0.5%

Palazzo Reale oggi

Oggi Palazzo Reale fa parte dei Musei Reali di Torino, il sistema museale che riunisce la residenza con l’Armeria Reale, la Galleria Sabauda, il Museo di Antichità, i Giardini Reali, la Biblioteca Reale, le Sale Chiablese e la Cappella della Sindone. La lettura del Palazzo si inserisce quindi in un complesso più ampio, nato dalle collezioni e dagli spazi della dinastia sabauda e oggi aperto al pubblico come museo.

02 · Leggere il Palazzo

Dal basso verso l’alto

La distribuzione verticale degli ambienti riflette funzioni e gerarchie diverse. Nei sotterranei si concentravano cucine e servizi; al piano terreno si trovavano appartamenti privati e spazi di supporto; il primo piano nobile ospitava le principali sale di rappresentanza e governo; il secondo piano era destinato in larga parte agli eredi al trono, alle consorti e agli appartamenti nuziali. Le funzioni cambiarono nel tempo, ma questa sovrapposizione permette ancora oggi di leggere la vita del Palazzo come un sistema complesso.

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Elevazione del Palazzo Reale divisa nei quattro piani

03 · Sovrani e reggenti

La dinastia e il Palazzo

La storia di Palazzo Reale è legata alle scelte politiche, artistiche e cerimoniali della dinastia sabauda. Questa selezione non ricostruisce l’intera successione dinastica: riunisce alcune figure che hanno avuto un rapporto particolarmente significativo con la costruzione, la trasformazione o l’uso della residenza. Cristina di Francia è inclusa in quanto reggente e protagonista della vita politica e culturale della corte.

Emanuele Filiberto
Emanuele Filiberto1528–1580

Detto “Testa di Ferro”, nel 1563 trasferisce la capitale del ducato da Chambéry a Torino e stabilisce la corte nell’antico palazzo vescovile presso il Duomo. Con questa scelta prende avvio la trasformazione di Torino in capitale sabauda e la storia della residenza che diventerà Palazzo Reale.

Carlo Emanuele I
Carlo Emanuele I1562–1630

Nel 1584 affida ad Ascanio Vitozzi il progetto di un nuovo grande palazzo. Fa inoltre realizzare una galleria di collegamento con il castello al centro della piazza, oggi Palazzo Madama: uno spazio destinato a celebrare la dinastia e a ospitare libri, opere e oggetti delle collezioni ducali.

Cristina di Francia
Cristina di Francia1606–1663

Figlia di Enrico IV di Francia e moglie di Vittorio Amedeo I, è la prima delle due “Madame Reali” e governa il ducato come reggente. Porta a Torino modelli culturali e cerimoniali della corte francese. Durante la sua reggenza prosegue l’allestimento delle sale di rappresentanza del primo piano, con ricchi soffitti intagliati e grandi tele allegoriche di artisti come Jan Miel e Charles Dauphin.

Vittorio Amedeo II
Vittorio Amedeo II1666–1732

È il primo Savoia a ottenere una corona regia, nel 1713. Il nuovo rango della dinastia si traduce in una grande stagione di trasformazioni urbane e architettoniche. Affida a Filippo Juvarra interventi fondamentali e promuove la costruzione della “zona di comando”, il sistema di edifici destinati al governo, alla rappresentanza e alla vita culturale dello Stato.

Carlo Emanuele III
Carlo Emanuele III1701–1773

Durante il suo lungo regno Palazzo Reale vive una nuova fase di aggiornamento. Benedetto Alfieri interviene in numerosi ambienti e definisce apparati decorativi di grande raffinatezza, mentre Claudio Francesco Beaumont, pittore di corte, contribuisce alla decorazione delle sale e alla costruzione dell’immagine ufficiale della monarchia.

Carlo Alberto
Carlo Alberto1789–1849

Protagonista di una fase decisiva del Risorgimento, nel 1848 promulga lo Statuto Albertino, legato anche agli ambienti di Palazzo Reale. Durante il suo regno Ernest Melano e soprattutto Pelagio Palagi coordinano importanti trasformazioni delle sale del piano nobile e degli appartamenti del secondo piano, aggiornando la residenza al gusto dell’Ottocento.

Vittorio Emanuele II
Vittorio Emanuele II1820–1878

Nel 1861 diventa il primo re d’Italia. A Torino Palazzo Reale continua a essere scenario della monarchia nazionale e nel 1862 prende forma il nuovo Scalone d’Onore. Con il successivo trasferimento della capitale prima a Firenze e poi a Roma, la residenza perde progressivamente la funzione di centro stabile della corte.

Umberto II
Umberto II1904–1983

Ultimo re d’Italia, vive a Torino già da principe ereditario. Dal 1925 occupa gli appartamenti del secondo piano, che riallestisce per adeguarli alla vita contemporanea; dal 1930 vi abita con Maria José del Belgio. La coppia dei Principi di Piemonte è l’ultima a vivere stabilmente in questi ambienti prima della fine della monarchia nel 1946.

05 · Cucine Reali

Le Cucine Reali

Le fonti archivistiche documentano la presenza delle cucine di corte dalla fine del Cinquecento e ne seguono l’evoluzione fino al Novecento. Il progetto originale del 2014 descriveva un complesso di venti sale; oggi il percorso delle Cucine Reali conserva ambienti storici, arredi e utensili originali, tra cui circa duemila pezzi in rame. La cucina di corte non era un unico ambiente, ma un sistema organizzato: approvvigionamento, conservazione, preparazione, distribuzione, servizio della tavola e custodia del vasellame erano affidati a uffici distinti e coordinati.

Utensili · inventario 1870

Inventario 1870 0 pezzi censiti
845 Oggetti da cucina
475 Utensili per la pasticceria
95 Batterie da caccia
68 Batterie da viaggio
47 Batterie da campagna

Il calendario della cucina

Il calendario alimentare distingueva i giorni di “grasso”, nei quali erano consentiti carne, uova e formaggi, dai giorni di “magro”, nei quali la dieta seguiva le prescrizioni religiose e privilegiava pesce, verdure e condimenti consentiti.

061.4% dell’anno

Giorni di grasso

Carne, uova e formaggi consentiti.

038.6% dell’anno

Giorni di magro

Pesce, verdure e condimenti consentiti.

Gli uffici della tavola reale

Ufficio di Bocca
Ufficio di Bocca

Era l’ufficio preposto alla tavola reale e, fino alla riorganizzazione ottocentesca, sovrintendeva gli altri servizi legati alla preparazione e al servizio dei pasti.

Ufficio di Cucina
Ufficio di Cucina

Aveva cura della preparazione delle pietanze destinate al sovrano, alla famiglia reale e alla corte.

Ufficio di Credenza e Vasella
Ufficio di Credenza e Vasella

Si occupava dell’acquisto e della distribuzione del pane, della preparazione e del servizio della tavola reale, della pulizia e della custodia del vasellame e di tutto ciò che era necessario per apparecchiare e servire.

Ufficio di Someglieria
Ufficio di Someglieria

Era responsabile dell’acquisto, della conservazione e della distribuzione di vini e liquori destinati alla corte.

Ufficio di Frutteria, Confettureria e Caffè
Ufficio di Frutteria, Confettureria e Caffè

Provvedeva all’acquisto della frutta e degli ingredienti necessari alla preparazione di dolci, confetture e caffè, seguendo servizi che nel tempo assunsero funzioni sempre più specializzate.

Tavola illustrata dei dolci del trattato di Vialardi

Giovanni Vialardi · 1804–1872

Nato a Salussola l’8 febbraio 1804, Giovanni Vialardi entra nel 1824, appena ventenne, al servizio della Real Casa Savoia come aiutante di cucina. Nel corso di quasi trent’anni percorre diverse tappe della carriera di corte, distinguendosi anche come pasticciere, fino al pensionamento nel 1853.

04 · Architetti

Costruire e trasformare Palazzo Reale

Palazzo Reale non può essere attribuito a un solo architetto. La sua forma attuale nasce da una successione di progetti, ampliamenti, decorazioni, sistemazioni dei giardini e riallestimenti che, tra Cinquecento e Novecento, coinvolsero alcune delle figure più importanti dell’architettura e delle arti di corte.

Carlo 1560–1641 · Amedeo 1618–1683
Carlo e Amedeo di Castellamonte
La famiglia Castellamonte accompagna lo sviluppo della capitale…
inizi XVII secolo–1665
Carlo Morello
Prosegue i lavori del Palazzo nel Seicento.
1605–1688
Antonio Maurizio Valperga
Ingegnere e architetto al servizio sabaudo, partecipa agli…
XVII secolo
Henri Duparc
Nel 1685 è incaricato della riorganizzazione dei Giardini Reali.
1632–1715
Carlo Emanuele Lanfranchi
Architetto e progettista attivo alla corte sabauda,…
1613–1700
André Le Nôtre
Il celebre progettista dei giardini di Versailles elabora per…
1699–1767
Benedetto Alfieri
Succede a Juvarra come primo architetto regio.
1735–1818
Giuseppe Battista Piacenza
Opera tra Settecento e Ottocento nel riallestimento di ambienti…
1721–1783
Ignazio Birago di Borgaro
Interviene nel rapporto tra Palazzo e Giardini, con opere…
1755–1831
Carlo Randoni
Partecipa al riallestimento di diversi ambienti tra la fine del…
1792–1867
Ernest Melano
Architetto al servizio di Carlo Alberto, partecipa alla…
1795–1878
Domenico Ferri
È legato alla trasformazione del nuovo Scalone d’Onore,…
1845–1926
Emilio Stramucci
Tra Otto e Novecento interviene in diversi ambienti della…

06 · Territorio e Residenze Sabaude

Dal Palazzo al territorio

Palazzo Reale era il centro di un sistema molto più ampio. La dinastia sabauda costruì e trasformò nel tempo palazzi urbani, sedi amministrative, residenze di villeggiatura e dimore di caccia, collegandoli alla capitale attraverso una rete territoriale che univa governo, rappresentanza e svago. Nel cuore di Torino la cosiddetta “zona di comando” concentrava gli edifici legati alla vita politica e amministrativa dello Stato. Intorno alla città, ville, castelli e regge costituivano invece una rete di residenze per la corte, la caccia e la villeggiatura. La tradizione storiografica definisce “Corona di Delizie” soprattutto questo sistema di maisons de plaisance attorno alla capitale.

22 11 Torino + 11 territorio

Un patrimonio UNESCO

Dal 1997 le Residenze della Casa Reale di Savoia sono iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il sito seriale comprende 22 palazzi e ville: 11 componenti nel centro di Torino e 11 distribuite intorno alla città. Il riconoscimento riguarda quindi un sistema più ampio della sola “Corona di Delizie” e mette in relazione Palazzo Reale con le altre residenze dinastiche e con il disegno territoriale della capitale sabauda.

Quattro chiavi di lettura

01

I palazzi del potere

Le sedi urbane della dinastia rappresentano il cuore politico e simbolico dello Stato: luoghi di governo, cerimoniale, amministrazione e rappresentanza.

02

La vita di corte

Le residenze non erano semplici scenografie: erano luoghi abitati e organizzati secondo rituali precisi, dove si intrecciavano politica, diplomazia, feste, collezionismo, lavoro e vita familiare.

03

Le regie villeggiature

Fuori dal centro urbano, castelli, ville e palazzine permettevano alla corte di spostarsi seguendo stagioni, occasioni cerimoniali e attività come la caccia. Questi luoghi costruivano una vera geografia del potere sabaudo.

04

La zona di comando

Attorno a Palazzo Reale si concentra il sistema degli edifici destinati alle funzioni centrali della monarchia, organizzato progressivamente tra Sei e Settecento e legato alle trasformazioni della capitale.

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Elenco dei luoghi presenti nella mappa 30

Un progetto da continuare

La versione 2026 mantiene Palazzo Reale come punto di partenza, ma apre una prospettiva più ampia. L’obiettivo che Fabrizio Chiarucci vorrebbe sviluppare nei prossimi anni è estendere progressivamente questo racconto all’intero sistema delle Residenze Sabaude, costruendo per ogni luogo un linguaggio visivo e informativo coerente, aggiornato e accessibile.